Recupero: il vero allenamento avviene nei giorni di riposo

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Recupero: il vero allenamento avviene nei giorni di pausa

Recupero: il vero allenamento avviene nei giorni di riposo

In un mondo che esalta la produttività e il “no pain, no gain”, è facile pensare che più allenamento significhi automaticamente migliori risultati. Ma per chi si allena con una prospettiva di lungo termine — per restare attivo, forte e funzionale anche dopo i 40, 50 o 60 anni — il recupero non è un lusso: è una parte fondamentale del processo.

Come Longevity Coach, vedo spesso atleti cadere nella trappola dell’iperallenamento, trascurando il valore biologico e adattativo delle giornate di riposo. Il recupero è il momento in cui il corpo ripara i tessuti, riequilibra il sistema nervoso, ristabilisce le riserve energetiche e consolida gli adattamenti stimolati durante l’allenamento. Senza pause adeguate, il carico si accumula e il rischio di infortuni, fatica cronica e calo della performance aumenta.

Nell’ottica della longevità atletica, imparare ad ascoltare il proprio corpo, variare i ritmi settimanali e inserire attivamente giorni di riposo o di “recupero attivo” è un segno di intelligenza motoria e strategia a lungo termine. Allenarsi per la vita significa anche sapere quando fermarsi per poter ripartire più forti.

Vediamo allora perché hai bisogno dei giorni di riposo, con quale frequenza dovresti prenderli e quali sono i potenziali rischi da evitare.

Stimolo dell’allenamento + Riposo = Adattamento

Spesso gli atleti sono ossessionati da ogni singolo dettaglio dell’allenamento. Non c’è nulla di male in questo, ma se non stai anche ottimizzando il recupero, ti stai perdendo metà dell’equazione della performance.

Sottoporre il corpo a un carico sufficiente è indispensabile per migliorare. Ma se non inserisci abbastanza riposo per permettere l’adattamento a quello stimolo, resterai bloccato, girando a vuoto. E’ questo il concetto di base della supercompensazione.

Quindi cosi’ come e’ fondamentale dare priorità al sonno di qualità, dedicare almeno 10 minuti al giorno alla mobilità, curare la nutrizione e l’idratazione, bisogna prevedere e rispettare anche giorni reali di riposo.

Un recupero insufficiente aumenta il rischio di infortuni, compromette il sistema immunitario, riduce la performance e ti rende più vulnerabile al sovrallenamento.

Ogni quanto dovresti prenderti un giorno di riposo?

Probabilmente hai sentito storie su atleti di endurance con programmi di allenamento che sembrano impossibili da sostenere. Ma questo non tiene conto del fatto che perfino il più prolifico vincitore di medaglie deve inserire alcune giornate con intensità e volume molto inferiori al solito.

Quindi, ogni quanto dovresti riposare? Per quanto frustrante possa sembrare, la risposta è: “Dipende.”

Come per l’allenamento e le gare, non esiste un’unica soluzione valida per tutti riguardo ai giorni di riposo. Età di allenamento, livello di forma, storia di infortuni e periodo dell’anno (fase di preparazione o stagione agonistica) devono essere presi in considerazione.

Una delle metriche che puo’ aiutarti in questa valutazione e’ l’HRV. Puoi trovare a questo link un articolo dettagliato di Longevity Coach a tale proposito.

Se non sei un atleta professionista, considera fattori contestuali come le richieste lavorative, gli impegni familiari e quanto bene stai gestendo alimentazione, idratazione e recupero.

Come minimo è opportuno programmare almeno un giorno di completo riposo da attività fisiche impegnative ogni 7-10 giorni.

Aumenta la frequenza dei giorni di riposo se fai fatica a mantenere il ritmo durante gli allenamenti, se devi fermarti prima del solito, o se ti senti insolitamente affaticato dopo. Lo stesso vale se i tuoi dati di allenamento o benessere (oggettivi o soggettivi) mostrano un calo improvviso o un declino costante.

Sentirsi sotto tono, essere in fase di recupero da infortuni o malattie, viaggiare spesso, oppure avere difficoltà a dormire regolarmente sono altri motivi validi per inserire più giorni di riposo.

Trovare il giusto equilibrio

Allenarsi troppo o troppo intensamente senza un adeguato recupero ha effetti negativi sull’allenamento e sulla salute. Ma anche allenarsi troppo poco non porta a buoni risultati.

In altre parole, nel programma giornaliero deve esserci uno stimolo sufficiente per indurre l’adattamento, in modo da poter poi “chiudere il cerchio” con giorni di riposo, sonno e altri metodi di recupero. Trovare questo punto di equilibrio può essere possibile da soli se si è atleti esperti con una lunga storia di allenamento. Altrimenti, è proprio qui che l’esperienza di un coach può fare la differenza.

Se ti stai allenando con sessioni brevi o stai temporaneamente abbassando l’intensità, potresti riuscire a continuare ad allenarti per un’intera settimana o anche per 10 giorni, dato che il carico quotidiano e cumulativo sul tuo corpo non è eccessivo. Tuttavia, se ti trovi in un microciclo ad alto volume o hai aumentato l’intensità con sessioni di velocità, sprint in salita e ripetute, allora è una buona idea prendere almeno un vero giorno di riposo alla settimana.

Evita questi errori nei giorni di riposo

  1. Spingere troppo nei giorni facili

Ti è mai capitato di uscire per una corsa o un giro in bici di recupero e pensare: “Mi sento abbastanza bene… magari vado un po’ più forte”? Probabilmente hai iniziato aumentando un po’ il ritmo, e prima che te ne accorgessi, stavi già tenendo un’andatura da allenamento.

Se questa situazione ti è familiare, potresti aver trasformato un’attività pensata per il recupero in un’altra fonte di carico per il tuo corpo. Il risultato? Il tuo organismo non ottiene il recupero di cui ha bisogno, e questo potrebbe compromettere negativamente la tua prossima sessione di allenamento o gara.

2. Non fare assolutamente nulla

All’estremo opposto, potresti essere tra quelli che nei giorni di riposo bloccano ogni tipo di movimento. Se sei seriamente infortunato o stai recuperando da un durissimo ultratrail o triathlon, forse è necessario.

Ma fermarsi completamente può avere l’effetto opposto e farti sentire ancora più indolenzito. Può anche rallentare i sistemi digestivo, linfatico, circolatorio e altri meccanismi fondamentali per stimolare il recupero.

Un approccio migliore è svolgere qualche attività leggera che ti faccia muovere senza accendere lo spirito competitivo. Gioca a palla o frisbee con i tuoi figli, fai una passeggiata con il partner o usa una bici elettrica per girare in città. In questo modo inserisci del movimento senza sovraccaricare muscoli, articolazioni e tessuti connettivi.

3. Mangiare troppo poco

Un altro errore comune nei giorni di riposo è pensare di dover mangiare di meno. Certo, non brucerai tanto carburante come nei giorni di allenamento, ma poiché ti alleni regolarmente, il tuo metabolismo basale rimane elevato, quindi hai comunque bisogno di più energia di quanto immagini, anche se sei poco attivo.

Mantieni alto l’apporto proteico mentre il tuo corpo continua a recuperare dall’ultima sessione di allenamento. Gli amminoacidi presenti nelle proteine sono i mattoni per la riparazione muscolare e sono necessari anche nei giorni di recupero. Hai anche bisogno di molti carboidrati per ripristinare le scorte di glicogeno, probabilmente esaurite durante gli allenamenti della settimana.

Affidati al recupero attivo

Oltre ad attività leggere basate sul movimento che non ti spingano a trasformare il giorno di riposo in un vero allenamento, il tuo prossimo rest day potrebbe essere l’occasione perfetta per provare diversi tipi di recupero attivo.

Puoi lavorare su aspetti della tua forma fisica in modi che non generano stress meccanici o metabolici, con pratiche come esercizi di mobilità o yoga. Se abbini queste attività a tecniche di respirazione consapevole, puoi aiutare il tuo sistema nervoso autonomo a passare da uno stato di allerta simpatica a una fase di recupero parasimpatico.

Uno studio pubblicato su Breathe ha confrontato diversi schemi respiratori e ha scoperto che effettuare sei respiri al minuto, con inspirazioni ed espirazioni da cinque secondi, porta a una “sincronizzazione tra i sistemi simpatico e parasimpatico”. Gli autori suggeriscono che ciò può aiutare a regolare la risposta del corpo allo stress fisico e mentale.

Prova a rilassarti con un bagno caldo o nell’idromassaggio: entrambe le opzioni alleviano i dolori muscolari e favoriscono una risposta di rilassamento. Se sei molto indolenzito concediti un massaggio. Tutte queste sono forme di recupero partecipativo con effetti calmanti e rigeneranti difficili da ottenere durante una settimana piena di allenamenti.

Come ogni aspetto della performance umana, anche il perfezionamento dei giorni di riposo richiede prove ed errori. Considera il parere del tuo coach e confrontalo con i dati raccolti dai tuoi dispositivi, ascoltando ciò che il tuo corpo ti comunica.

La tua strategia può cambiare in base al carico di allenamento e gara e al carico complessivo della tua vita, ma se riesci ad assicurarti un riposo adeguato e a curare gli altri elementi del recupero, con ogni probabilità vedrai benefici nella performance, nel benessere e in come ti senti ogni giorno.

Longevity Coach

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